A.A.A. Padre cercasi, il video virale riuscito a metà?

È stato il video della settimana ripreso praticamente da tutte le testate internazionali per farci conoscere la storia di Natalie Amyot, la turista francese alla ricerca del bellissimo ragazzo australiano (saranno tutti così a Mooloolaba?), padre del suo futuro bambino frutto di una notte di passione.

Facendola breve il video ha fatto il giro del mondo, ricevendo numerosi commenti di ogni genere tra incoraggiamenti, critiche e dubbi che fosse tutto una storia inventata con le diverse prove a sostegno di questa tesi. Qualora non aveste ancora trovato la risposta ve lo confermiamo anche noi, Natalie in realtà si chiama Alizee Michel ed è la protagonista di un fake creato per promuovere la località in cui la sua “avventura” ha avuto luogo.

Ora il successo del primo video che trovate qui sopra è innegabile raggiungendo milioni di visualizzazioni. Possibili obbiettivi raggiunti: far vedere uno scorcio di un paesaggio da sogno alle spalle della ragazza, nominare all’interno del video Mooloolaba e la Sunny Coast, far passare il messaggio, attraverso la storia, che li ci si diverte (anche troppo a volte!).

Un successone? Forse, personalmente ammetto di avere qualche dubbio… sarà che dopo aver sentito la storia e aver cercato il video (ribadiamo il voto 10 a livello di viralità) il riferimento alla località e al suo nome non l’ho proprio notato…

Neanche il tempo di finire di vedere il primo video ed ecco la svolta: I Found Him, l’ho trovato…da Youtube ci arriva la conferma che era tutto organizzato da Andy Sellar, esperto nel campo del virale, autore di questa campagna per promuovere Holiday Mooloolaba (no il link al sito non lo metto, se davvero questa campagna vi ha incuriosito dovrete fare uno sforzo in più per trovarlo!)

Ed è dopo aver visto questo video che i miei dubbi sono aumentati: questa spiegazione così razionale e pubblicitaria, forse arrivata anche per fermare l’escalation di commenti verso l’attrice, di sicuro non mi ha fatto venir voglia di scoprire qualcosa in più su Mooloolaba, un nome che non credo ricorderò così bene…

Quello che mi è rimasto dopo tutto l’interesse suscitato dal primo video (tra l’altro idea non così originale a quanto sembra) è la sensazione di un’occasione persa, quel che continuo a pensare è non sarebbe stato meglio continuare con un altro video ben fabbricato che svelasse si l’intento pubblicitario, andando dietro la falsa storia e mostrandoci i motivi reali, paesaggistici e/o d’intrattenimento, per cui vale la pena visitare il sito Holiday Mooloolaba prima e organizzare il viaggio poi?

Magari la mia è solo una sensazione, magari i video hanno superato le aspettative e hanno portato milioni di visite al sito però io continuo a chiedermelo, questo video virale è riuscito solo a metà? A voi la risposta!