Tutti gli articoli di Massimiliano Gattoni

Il mio concetto di Nerd o anche di Geek, si può riassumere come "una persona disposta anche ad essere emarginata pur di seguire una passione ed un estro che esula dalla normalità". Perché, diciamoci la verità: la normalità è comoda, rassicurante e tranquilla; ma è anche noiosa. Ed io, noioso, non voglio esserlo.

Vieni a giocare al Bastione!

Il carnet degli eventi fanesi, è noto, non è propriamente accalcato; tuttavia noi abitanti della Città della Fortuna prediligiamo la qualità alla quantità. Ecco perché, quando vi capitano occasioni ed eventi come quello di Bastione in Scatola, non dovete perdervele!

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Giovane sia nell’organizzazione, che d’età; Bastione in Scatola viene riproposto per il secondo anno, nel suggestivo scenario del Bastione Sangallo di Fano: questa piccola perla architettonica – progettata nel ‘500 da Antonio da Sangallo “il Giovane” – quasi nascosta nel panorama del centro storico; diventa questa sera dalle 18.00, un luogo di ritrovo tanto per gli amanti dei giochi in scatola (da notare, la
compartecipazione delle associazioni “Inscatolarci” e “Pesaro in Gioco” di Pesaro, che si sono adoperate per la realizzazione e l’organizzazione logistica) sia per i curiosi, i neo-giocatori ed anche famiglie interessate alla letteratura per l’infanzia.

Infatti, oltre a Monopoly o Risiko,e giochi meno conosciuti – ma altrettanto belli e appassionanti – come Bang!, i volontari dell’associazione Nati per Leggere, metteranno a disposizione una valanga di libri per coinvolgere nel mondo letterario i bambini dagli 0 ai 6 anni.

E infine alle 21.15, sarà anche il torneo di Seasons, il cui premio in palio è offerto dal negozio video-ludico GamesTimes di Fano. Tanto l’ingresso al bastione, quanto l’iscrizione al torneo sono gratuiti. Vi aspettiamo tutti sin dalle 18.00: se volete confermare la vostra adesione su Facebook, qui trovate il link dell’evento.

P.s. Qualcuno porti “Cards Against Humanity” o per lo meno “Gatti Temporali“, vi prego!

(immagini via: www.bastionesangallo.com)

Pesaro Comics 2016: Agenda Geek c’è!

Amici, ma soprattutto amiche di Agenda Geek, bentornati. Lo so che era da un po’ che non ci si sentiva, ce ne rendiamo conto, ma non siamo rimasti con le mani in mano: oltre a dedicarci all’organizzazione di altri corsi ed eventi, abbiamo anche preparato per voi stand e attività che vi aspetteranno nei prossimi giorni! Infatti dal 26 al 28 agosto troverete anche noi a Rocca Costanza per il Pesaro Comics 2016, pronti a farvi scatenare.

L’argomento di quest’anno – la Fantascienza – ha ispirato la nostra art-director, blogger e cosplayer Illary Terenzi nella creazione di un PhotoBox dalle atmosfere sci-fi anni 50, che abbiamo allestito prendendo spunto da Lost in Space, Mars Attacks, Doctor Who (la serie classica ovviamente) e altre belle serie. In questo photobox, alloggiato nella spaziosa nicchia numero 2 del semiinterrato, potrete sbizzarrirvi con selfie, con foto ai vostri amici (ovviamente in cosplay, mi raccomando) oppure facendovi fotografare dalla fantastica reflex di Agenda Geek.
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La piantina del seminterrato di Rocca Costanza

Ma c’è di più: abbiamo pensato di dedicare a tutti i fan del genere fantascientifico una sessione di make-up cinematografico. La make up artist Francesca La Sorsa sarà a vostra disposizione per sperimentare nuovi trucchi; potete sbirciare tra i suoi lavori nella sua pagina facebook. Francesca ha già alle spalle tante esperienze, ha partecipato a eventi, sfilate, set fotografici, video musicali; ha collaborato con diverse aziende di make-up e con agenzie pubblicitarie e si dedica alla preparazione del trucco sposa per matrimoni ed eventi a tema.

Con lei ci sarà l’altrettanto esperto Carlo Cappezzera, coordinatore di backstage di Miss Italia per ben due anni e curatore del trucco per Giulia Arena e Giulia Salemi (rispettivamente Miss Italia 2013 e terza classificata Miss Italia 2014) tra gli altri impegni, come quello dello staff truccatori per Europa Musica a Massa Marittima, per il Teatro dell’Opera di Roma e per diverse opere al Teatro Argentina. Insomma, mica robette: solo il meglio per voi geekkini desiderosi di diventare dei Vogon, degli Ood o altre razze aliene.
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Uno dei tanti make-up di Francesca La Sorsa.

E mentre voi vi scatterete tante belle foto, anche noi ci metteremo del nostro: creeremo sulla nostra pagina facebook un album, dando il via ad un contest fotografico, dove sarete poi voi ed i vostri amici a votare la foto migliore. Mi raccomando non perdetevi niente nei nostri profili social, perché pubblicheremo anche le foto del backstage con tutto ciò che avremo e avrete combinato («Nel PhotoBox Agenda Geek vi vede, Dio no.»).

Gli hashtag ufficiali da utilizzare su Facebook ed instagram saranno #agendageek e #pesarocomics2016: se hai un bel cosplay e ti vuoi far piaciare; se vuoi vedere bei cosplay da piaciare; se vuoi vedere gli ultimi acquisti dei fumettari più incalliti oppure gli eventi che Agenda Geek e gli amici Seconda Era, Ludoteca Pesaro, Darkest Night hanno creato per questi tre fantastici giorni, beh… con questi due hashtag avrete tutto a portata di tap!

Continuate a seguirci sul sito e sulla pagina facebook, a breve pubblicheremo approfondimenti sul contest fotografico e altre novità fantascientifiche! Smettetela di chiedervi cosa fare dal 26 al 28 agosto: venite al Pesaro Comics!

Che cos’è la Fantascienza (ovvero un racconto di Agenda Geek).

Spiegare a parole che cos’è la Fantascienza non è facile. Almeno non per me, l’Head Editor di questo blog. Avrei potuto aprire la prima pagina di wikipedia e copiare alcune frasi a casaccio. Oppure avrei potuto dire che la fantascienza è un mondo fatto di idee, di racconti, di immagini e video che in qualche modo stuzzichino la fantasia e richiamino un mondo dove è la scienza ad esser la protagonista. Dove grazie ad essa tutto può accadere.

Tutto molto bello, tutto molto giusto; ma così non avreste forse capito come un geek vede la fantascienza. Ed allora, in virtù anche del contest letterario che Agenda Geek lancerà per il Pesaro Comics, perché non buttare giù un racconto che dia il via alle danze e illustri cosa ci piace e cosa è per noi la fantascienza?

Allora, signori e signore, ecco a voi che cos’è la fantascienza, in un racconto breve ma intenso. Godetevelo. e non dimenticatevi del Pesaro Comics.

Make America Great Again

Lain guardò verso la finestra, attirata da un rumore stridulo. Lì per lì non vide nulla, solo la luce fioca dei lampioni sovrastata da quella del neon, e il solito AirTron alla ricerca di Dissidenti da catturare, rinchiudere e torturare. Era così ormai da quindici anni, da quando, nel 2017 era salto al campidoglio il presidente Trump. Dopo solo sei mesi di mandato aveva rivelato la sua vera natura dittatoriale (come se avesse effettivamente fatto qualcosa per nasconderla) e aveva inondato le strade di vigilanti armati. Non badò a spese nel campo degli armamenti e nessuno si oppose perché «la sicurezza prima di tutto!»

Quindi, mentre i vigilanti diventavano sempre meno umani e sempre più macchine, cominciò il processo di trasformazione degli Stati Uniti da grande nazione democratica a tirannia assolutista e accentratrice.

A Trump si dovette anche il cambio del nome della nazione che a partire dal 2020 divenne ufficialmente America, come a dimostrare che il continente stesso doveva identificarsi con la nazione. Tutto “il resto” fu chiamato con appellativi pieni di disprezzo. Indioland, Franciafinta, Negronia, Cocainonia. Trump decise per noi. E noi tacemmo, «perché non eravamo zingari».

Alcuni di noi.

Alcuni incominciarono a essere in disaccordo – per usare un eufemismo – cominciarono a ribellarsi. Piccoli gruppetti di studenti all’inizio. Piccole proteste, che a poco a poco sfociarono in un movimento politico. Nelle marcie intonavano Dissident dei Pearl Jam. Un dissidente, un dissidente è qui.

Le proteste erano per lo più pacifiche e lo rimasero fino a quando Trump e la sua “amministrazione” – gli oligarchi – decisero che questa rivoluzione danneggiava il nuovo mondo che stava formandosi.

Così inviarono gli automi di sorveglianza e poi gli AirTron, delle sfere bianche, con un diametro di circa un metro e ottanta centimetri, che potevano librarsi in volo grazie alle nuovissime innovazioni nel campo del galleggiamento elettromagnetico. Queste celle volanti, capaci di aprirsi e catturare un uomo di altezza e corporatura media, furono affiancate da carri armati ultra leggeri.

Erano passato così 15 anni, più o meno, in cui il mondo era cambiato, più avanzato tecnologicamente, ma al contempo più impaurito, più violento e distorto.

E in questo mondo, Lain si era voltata a guardare la finestra, attirata da un rumore stridulo, che al contrario di quanto credeva, non proveniva né da un AirTron né da un gatto. Durò solo pochi secondi, perciò Lain non diede molto peso a quel suono molto strano. Un minuto dopo si rifece vivo, questa volta più intensamente e molto più simile al rumore di uno sbalzo di corrente.

Lain sapeva bene che la curiosità uccide il gatto, lo aveva imparato molto tempo prima: suo padre – giornalista per il Chronicle – fu ucciso davanti ai suoi occhi. Aveva 13 anni e sognava di seguire le orme di quell’uomo coi baffi che faceva sempre domande e aveva sempre l’aria sorniona e allegra.

Sognava. Imperfetto. I 1.700 volt dell’Elettrificatore usato per “calmare” suo padre, spensero quel sogno. Ed era ormai da tempo che aveva smesso di pensarci. Di pensare ai suoi sogni di bambina, alle lotte, ad un uomo coi baffi con il taccuino in mano pronto a fare domande a tutti.

Ora viveva in quella casa nella periferia di San Diego, un monolocale per persone con poche pretese e ancor meno soldi. Il lavoro in fabbrica, dopo essere diventata una figlia del sistema divenne una scelta obbligatoria. Altra brillante idea degli Oligarchi: troppi orfani, troppe bocche da sfamare. Troppi problemi. Che si guadagnino da soli il pane con cui si nutrono!

E così Lain Shepard, a 14 anni fu costretta a combattere la sua battaglia dickensiana per la sopravvivenza prima e per quel lembo di terra, strappato con sudore e sangue, che poteva chiamare casa.

In questo ambiente ora, c’era qualcosa che non andava, qualcosa che proveniva da fuori la finestra, forse dalla scala di servizio, illuminata dal neon fucsia del vicino strip club.

Incuriosita, ma anche perplessa si diresse verso la finestra rigata da una leggera pioggia primaverile. Ancora una volta il rumore si fece sentire. Ancora uno sbalzo energetico. Guardando meglio Lain notò anche un altro particolare: un tenue bagliore proprio in direzione del rumore.

Aprì pian piano la finestra, titubante, e si sporse pian piano cercando di non farsi vedere.

Con un certo stupore prese nota dell’uomo riverso a terra, con una sorta di maschera metallica che ricopriva metà del suo viso e degli arti. Il neon si illuminò e mostrò meglio l’uomo riverso a terra: Lain stentò a credere ai suoi occhi, ma era lì.

Il presidente Trump era lì, steso nel suo pianerottolo. E quelle non erano maschera ed armatura ma veri e propri arti: sembrava in tutto e per tutto simile a quel vecchio film di cui non ricordava il nome ma che sapeva aver come protagonista l’ex governatore della California e capo della milizia dei Dissidenti.

il respiro di quell’essere è rauco ma debole. Sembrava stesse dicendo qualcosa. Lentamente aprì gli occhi, come se sapesse di essere guardato, e si voltò verso Lain che si ritrasse d’istinto. Il Trump steso sul pavimento la chiamò con un filo di voce.

-Ragazza.

Silenzio.

-Ti ho vista.

Continuò -Ti prego, vieni qui.

La curiosità ed un vago senso di pietà vinsero le ultime resistenze di Lain, che sempre con titubanza si alzò dal suo riparo. Scavalcata la finestra si avvicinò all’uomo o a ciò che ne restava: il torace era dilaniato e mostrava carne e parti meccaniche; una gamba era stata strappata via così come anche la mano sinistra. Il corpo emanava lampi elettrici e ronzii di corto circuito.

-Ho… ho… fallito!

Disse lui non appena percepì la ragazza accanto a sé.

-Ho fallito su tutta la linea: volevo rendere l’America grande ancora una volta, e invece l’ho fatta sprofondare in un incubo. Oddio… le… le cose che ho fatto. Che abbiamo fatto… sono state atroci. I bambini, tutti quei bambini. Anche tu…

Si fermò un secondo a riprender fiato.

-Volevo rimediare, volevo aggiustare le cose, ma sono troppo vecchio e troppo debole.

Alzò la mano rimasta verso di lei.

-Ora non posso fare altro. Dimmi ragazza, come ti chiami?

Lain mosse le mani e con i segni mimo le lettere del suo nome. Era uno strascico, un dolore fantasma, un trauma che la bloccava e non le permetteva di parlare.

-Capisco.

Disse Trump

-Lain.

E la toccò. Scariche elettriche passarono dal suo corpo a quello della ragazza.

Era impietrita: non riusciva a muovere un solo muscolo, mentre quelle scariche la attraversavano. Si rese subito conto però che non facevano alcun male; pizzicavano come se qualcuno le stesse facendo un tatuaggio lungo il braccio.

-Ecco

Disse lui, non appena le scariche terminarono. Le sue parti meccaniche non c’erano più. Al contrario lain si trovava con un braccio ricoperto di metallo sino alla spalla. Mo, non ricoperto: il braccio stesso era di metallo. Lo sentiva.

-Combatti e vinci.

Disse ancora quel cumolo di carne e capelli cotonati.

-Dio benedica gli Stati Uniti d’America.

E con un ultimo rantolo si spense.

Scozia: membri della biblioteca fin dalla nascita

Tutti i bambini scozzesi, a partire dal 7 settembre, saranno membri della biblioteca fin dalla loro nascita. No, tranquilli, non ho bevuto – sebbene sia sempre l’ora giusta per un aperitivo alcolico – ma riporto semplicemente i fatti. Si tratta di un progetto pilota che partirà da Glasgow e riguarderà oltre due mila bambini provenienti dalle sei aree della città caratterizzate da tassi di alfabetizzazione più bassi. Al progetto possono aderire i neonati, i bambini di 3-4 anni e i bambini iscritti alla P1 (che corrisponde al primo anno della scuola primaria italiana) e, una volta iscritti, diventeranno automaticamente tesserati della propria biblioteca di riferimento, ossia quella più vicina alla loro abitazione.

Alla base del progetto, per avviare il quale il governo scozzese ha stanziato ben 80mila sterline, vi è l’idea di far conoscere e in un certo senso enfatizzare il ruolo che le biblioteche rivestono nella crescita individuale e culturale dell’individuo, soprattutto in contesti e ambienti culturalmente depressi o che presentano scarsa alfabetizzazione. Il progetto durerà un anno e sarà gestito da Glasgow Life,
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società di interesse comunitario che offre attività culturali, sportive e di apprendimento per conto del Glasgow City Council.

Secondo il primo ministro scozzese, Nicola Sturgen, e Archie Graham, presidente di Glasgow Life, grazie a questo progetto, i bambini verranno incoraggiati a sviluppare e coltivare l’entusiasmo nei confronti del sapere e della lettura fin dalla tenera età. Secondo Graham, l’avvicinamento dei piccolissimi alla lettura e alle biblioteche non solo migliora il livello di alfabetizzazione, ma condizionerebbe positivamente la crescita dei bambini, indirizzandoli lungo il percorso della conoscenza e dell’istruzione e contribuendo alla nascita di cittadini attivi, istruiti e con maggiori (e felici!) prospettive lavorative.

In Italia un progetto del genere è ancora lontano, le biblioteche – quando ci sono – sono spesso poco frequentate e/o malamente organizzate. Io, però, nel mio piccolo la differenza cerco di farla e rinnovo la tessera ogni anno, recandomi nella biblioteca più vicino ogni volta che posso. Fate lo stesso anche voi in fondo, più è frequentata, maggiori saranno le possibilità che venga rinnovata.