DIGITALPESARO – CAPITOLO 5

Dopo il precedente incontro con l’esponente pesarese Bruscoli, questa volta il team che lavora al progetto di #DigitalPesaro ha voluto – in maniera anti-campanilistica – confrontarsi con una realtà vicina; più nello specifico nei protagonisti comunali della città di Rimini, che già da tempo hanno un progetto strutturato di Agenda Digitale, e che quindi può sicuramente darci qualche spunto parlandoci del decorso che i vari stadi del progetto sta affrontando. L’assessore Irina Imola, ben munita di scaletta e voglia di condividere le proprie esperienze, come prima cosa ci ha presentato il suo team, formato da Anna Maria Rabitti (Sistema informativo territoriale – Toponomastica), Sanzio Oliva ( Responsabile U.O. Gestione sistema informativo) e Settimio Perlini (Ceo and Tech Editor); per poi entrare nel merito del progetto per digitalizzazione del comune e delle varie fasi.

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Il modello di lavoro si rivelato vincente: seguendo questo iter, anche Empoli e Modena si sono ritrovati a prendere spunto dal comune riminese per esempio per quanto riguarda il servizio app “WhatsURP”, un aiuto concreto per segnalare tempestivamente i problemi della città, oltre – hanno tenuto ad evidenziare – la loro trasparenza amministrativa. Il piano strategico è stato approntato fin dalla precedente giunta; e quindi quella attuale (sotto l’egida del sindaco Gnassi) ha portato a termine il lavoro come strumento di governance non estemporaneo, incentrandolo sulla centralità del cittadino. Già nel giugno 2011 era stato organizzato un BarCamp per poter diagnosticare la situazione del territorio in quel determinato momento; invitando personaggi inerenti all’Open Data System (Ernesto Belisario, Stefano Epifani e Gianni Dominici tra i tanti). Dopo di che, nel giugno 2014, nasce un vero e proprio piano partecipato per l’Agenda Digitale e da li in poi comincia a costruirsi una struttura più articolata, che sarebbe poi sfociata nell’attuale modello.

Come preambolo allo statuto dell’agenda digitale, le risorse umane riminesi (aiutate da piccoli sponsor) si sono prima dedicate alla raccolta fondi, alla quale poi sono susseguiti tre tavoli di discussione: un primo, sull’alfabetizzazione, con a capo Mauro Ferri; il secondo, legato alle Infrastrutture e rappresentato da Sanzio Oliva; e l’ultimo, a tema Open Data, a cui ha presenziato il funzionario Anna Maria Rabitti.

Come è ovvio, non sono mancate criticità riguardo a certi incontri, ma si è pensato più che a un gap comunicativo, ad un problema di mancato interesse della comunità in relazione a certi argomenti.

Ragionando anche sul nostro modo di procedere, abbiamo cercato di capire se a monte fosse stata fatta una mappatura e quindi individuato un raggio di azione sul territorio.

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Da quello che il comune di Rimini e gli addetti del SIT e GIS sono riusciti a raccogliere in passato, non è stato facile focalizzarsi unicamente sui dati utili; poiché talvolta si incorre nel rischio di lasciarsi sfuggire i veri portatori di interesse della comunità: questo, però, a fronte del fatto che tempo fa era più difficile arrivare ad avere dati chiari e free. Il forte stimolo da parte della regione ha fatto si che il processo proseguisse senza intoppi, nonostante sia stato lungo e complesso, come avviene quando campi diversi (viabilità, servizi al pubblico, ecc..) devono interagire tra loro.

Una cosa certa e quanto mai importante è il concetto alla base di tale percorso: non solo una ricerca di soluzioni ai problemi, ma un vero e proprio metodo per cambiare l’approccio dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione e viceversa.

Nelle realtà comunali, oggigiorno, capita sovente di ricevere numerosissime proposte per far nascere nuove app a servizio dei cittadini e molte di esse sono obsolete o ridondanti, per questo si cerca di filtrare il più possibile al fine di garantire un servizio ad hoc. Ma non si pensi che il comune cerchi di fare dell’ostruzionismo dei confronti delle nuove idee e nella divulgazione di notizie su internet. La redazione web, infatti, risulta molto attiva e vitale per quanto riguarda i social e soprattutto Instagram: l’hashtag #myrimini funge da storytelling delle vicissitudini della città romagnola, con l’intento di focalizzare l’attenzione dei cittadini e turisti sulle realtà della città. Questo interesse sempre più acceso per quanto riguarda il web e i digital device hanno fatto sì che venisse creata una rete cittadina di wi-fi gratuito, situata nel centro della città in collaborazione con Linkem, oltre a totem interattivi ancora però in via di sviluppo. Se si pensa di non essere all’altezza di tale linguaggio digitale, il comune organizza in aggiunta corsi di alfabetizzazione per grandi e piccini; perché in un mondo in cui si parla di app e programmi, in possesso di un dispositivo, tutti possano avere gli stessi diritti di parola e associazione.