La rivoluzione digitale targata Emilia Romagna

Il web è una risorsa collettiva per la diffusione massiva di capitali locali, capace di rendere libera la conoscenza e promuovere la cultura. A dimostrarlo in concreto la rivoluzione digitale dell’Emilia Romagna che affida la memoria e la conoscenza dei suoi patrimoni al web catalogando in rete il proprio capitale naturale, storico e architettonico. In pratica si tratta del primo database fotografico aperto a tutti gli utenti del web e libero per il riuso, anche a fini commerciali.

Come funziona Open Data Monuments si appoggia ad un semplice motore di ricerca dedicato, accessibile dal sito http://www.cittadarte.emilia-romagna.it/, che fornisce agli utenti risultati da parole chiave multiple. La ricerca dell’immagine può essere effettuata innanzitutto per categoria (ad esempio inserendo nella stringa le keywords monumenti, piazze, palazzi, statue, musei, teatri, manufatti industriali, riserve naturali), ma anche per nome specifico, per posizione geografica, e per autore. Trattandosi di foto rilasciate con licenza di “Creative Commons, citandone l’autore, l’utilizzo è legale da parte di chiunque, privati e operatori economici, enti pubblici e mezzi d’informazione.

Cosa c’è nel database Fondamentale in questa iniziativa il ruolo degli utenti, amatori e professionisti dell’obiettivo, che, attraverso la partecipazione a Wiki Loves Monuments, il contest digitale promosso da Wikipedia, dal 2012 hanno effettuato un’attività spontanea di documentazione fotografica producendo così un archivio digitale d’alta qualità e di grande valore estetico relativamente alle numerose e diverse bellezze regionali. Oltre 7mila le immagini disponibili in rete per il free download, senza limiti di quantità, di cui la maggioranza ad alta definizione. Dei 453 soggetti fotografati nel complesso il Museo della Cattedrale e il Castello Estense di Ferrara, rispettivamente con 436 e con 381 scatti, risultano i più fotografati su territorio regionale.